Il centro storico di Pagani custodisce una notevole ricchezza storico-culturale: è caratterizzato da palazzi, cortili e chiese di grande interesse storico e architettonico. La città è famosa per le sue antiche chiese che si affacciano su incantevoli piazze lungo l'antica via Popilia, conosciuta anticamente come Corso Regio ai tempi dei Borboni. Questo percorso storico collegava Napoli all'agro nocerino fino a Salerno e alle Calabrie, passando per Pagani. Via Carmine, Corso Ettore Padovano, via Marconi e via San Domenico a Pagani seguono ancora oggi il tracciato di questa storica strada, offrendo la possibilità di ammirare palazzi, cortili e chiese di straordinario valore artistico e architettonico.
(Piazza Sant’Alfonso)
La chiesa fu voluta e ideata dallo stesso Sant’Alfonso, che ne affidò il progetto e la direzione dei lavori all’architetto regio Pietro Cimafonte. La costruzione, iniziata nel 1756, fu completata dopo varie interruzioni solo nel 1824. Nel 1908 la chiesa fu elevata a Basilica Pontificia
da Papa Pio X.
Ospita le reliquie del Santo.
(via Striano e Piazza D’Arezzo)
La tradizione popolare racconta che nel XVI secolo, nell’ottava della Pasqua, alcune galline, razzolando, portarono alla luce una piccola tavola lignea su cui era raffigurata l’immagine della Madonna del Carmine. Essa avrebbe compiuto miracoli tra i quali l’improvvisa guarigione di uno storpio.
Causa il deperimento del quadro originario, l’effigie venne riprodotta su tela e collocata in una chiesa appositamente eretta nel luogo del ritrovamento ed elevata nel 1954 a santuario mariano.
Simbolo del culto, i Toselli, altari devozionali adornati con drappi e lenzuola del corredo da sposa, dove è esposto un quadro della Madonna.
(Piazza Corpo di Cristo)
Costruita nel XVI secolo, è stata restaurata dopo i notevoli danni causati dal sisma del 1980, che hanno portato alla lune delle cripte nei sotteranei.
La chiesa presenta una facciata austera con ai lati due nicchie dove trovano collocazione le statue dei martiri San Felice (a sinistra) e Santa Costanza (a destra).
In un’urna, ai piedi dell’altare, sono racchiuse le statue adagiate dei due martiri con le loro reliquie.
(corso Padovano)
La chiesa di Santa Maria della Purità, oggi anche Santuario di Gesù Bambino di Praga, fu eretta sull’antica cappella dei santi martiri Felice e Costanza.
Al suo interno si trovano il quadro di Santa Maria della Purità, venerata fin dal 1682, e la statua del Gesù bambino di Praga.
(Piazza dei Martiri d’Ungheria)
Costruita nel 1491, presenta una facciata barocca.
Al suo interno, ad una sola navata, si conserva una tela settecentesca di Alessio D’Elia, allievo del Solimena.
(Piazza D’Arezzo)
Costruita anteriormente al 1632, fu inizialmente dedicata a san Carlo Borromneo ed era retta dai padri filippini, successivamente vi si stabilirono i padri delle scuole pie.
Dal 1814 la chiesa è dedicata al culto della Santissima Addolorata.
L’interno, a croce latina, presenta una tela settecentesca, una statua lignea del Seicento raffigurante l’Addolorata ed un organo del Cinquecento.
(via S. Francesco)
La chiesa, anticamente dedicata a S. Maria della Sanità, fu probabilmente fondata nel 1580 dai PP. Minimi, anche se in un documento antico del Comune di Pagani si legge la fondazione del convento in data 1525. Nel 1628 in tale luogo venne istituita la Confraternita di Santa Croce da parte dell’Ordine dei Paolotti, che probabilmente osservando le Regole della vita claustrale, ammiravano i dipinti che raffiguravano i punti salienti della vita di S. Francesco di Paola. L’11 marzo del 1813, Raffaele Giovine acquistò il Convento che rimase a lungo in disuso. Nel 1874 il Beato Tommaso Maria Fusco, che aveva fondato le Figlie della Carità del Preziosissimo Sangue, acquistò la struttura dei PP. Minimi, e ci trasferì la sua piccola comunità di suore, ancora oggi casa Madre. All’ingresso del convento è situata la cappella del beato Tommaso Maria Fusco, in cui ne sono conservate le spoglie, e accanto a quelle che furono le celle dei Paolotti è stato allestito un museo con gli oggetti appartenuti a don Tommaso.
(Piazza Sant’Alfonso)
La chiesa fu voluta e ideata dallo stesso Sant’Alfonso, che ne affidò il progetto e la direzione dei lavori all’architetto regio Pietro Cimafonte. La costruzione, iniziata nel 1756, fu completata dopo varie interruzioni solo nel 1824. Nel 1908 la chiesa fu elevata a Basilica Pontificia
da Papa Pio X.
Ospita le reliquie del Santo.
(via Striano e Piazza D’Arezzo)
La tradizione popolare racconta che nel XVI secolo, nell’ottava della Pasqua, alcune galline, razzolando, portarono alla luce una piccola tavola lignea su cui era raffigurata l’immagine della Madonna del Carmine. Essa avrebbe compiuto miracoli tra i quali l’improvvisa guarigione di uno storpio.
Causa il deperimento del quadro originario, l’effigie venne riprodotta su tela e collocata in una chiesa appositamente eretta nel luogo del ritrovamento ed elevata nel 1954 a santuario mariano.
Simbolo del culto, i Toselli, altari devozionali adornati con drappi e lenzuola del corredo da sposa, dove è esposto un quadro della Madonna.
(via Astarita)
XVII-XVIII secolo
(via Perone)
XVII secolo
(piazza D’Arezzo)
XVII secolo
(via Malet)
(corso Padovano)
XVIII secolo
(piazza Corpo di Cristo)
XIX secolo
(via Astarita)
XVII-XVIII secolo
(via Perone)
XVII secolo
(piazza D’Arezzo)
XVII secolo